TT1 1.55 M ALTAZ ROBOTICS TELESCOPE


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Debris e Asteroidi

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Il telescopio TT1 opera nell'ambito sia della ricerca di base che di programmi per i quali sono richieste particolari caratteristiche del sito e del telescopio oltre ad un elevato grado di autonomia del sistema durante le osservazioni. In particolare è stata avviata una collaborazione con l'Università Sapienza di Roma, attraverso il gruppo GAUSS (Gruppo di Astrodinamica dell'Università La Sapienza), delegata di ASI presso l' Inter Agency Debris Commitee (IADC). L'Agenzia ha identificato il sito di Castelgrande come alternativo e qualitativamente competitivo con il sito di Tenerife, attualmente considerato di punta a livello mondiale nella ricerca di detriti aerospaziali. Le caratteristiche del sito di Castelgrande hanno destato notevole interesse anche da parte del gruppo del Keldysh Institute (KIAM) di Mosca per la realizzazione di un osservatorio congiunto Italo/Russo nel settore. In aggiunta le caratteristiche del TT1 e la recente installazione dello spettrografo TFOSC hanno stimolato l'interesse del gruppo di osservazione spettrometrica dei detriti aerospaziali americano del CalPoly di Saint Louis Obispo.
Con l'uso dello spettrografo sul TT1, infatti, sarà possibile effettuare lo spettro dei detriti determinandone le caratteristiche fisiche e quindi la pericolosità. Le osservazioni avverranno in combinata con i telescopi del gruppo GAUSS installati in sito.

Analogamente è previsto l'uso del TT1
in programmi di ricerca e mappatura di asteroidi e comete (NEO) nell'ambito non solo delle attività svolte da IAU attraverso il centro MPC (Minor Planet Center) del Harward Smithsonian Center for Astrophisics, ma anche in collaborazione con altre organizzazioni, attualmente in fase di definizione. L'avviamento delle attività osservative nell'ambito di questi programmi avverrà nell'autunno del 2011, appena saranno completati i primi run osservativi di setup della nuova strumentazione installata, tra cui i nuovi telescopi del gruppo GAUSS, il TFOSC, il nuovo sistema di controllo Magellan e la nuova camera CCD ad alta efficienza, raffreddata ad effetto Peltier. Il sistema di controllo totalmente robotizzato installato sul TT1 si sposa con le necessità dei programmi indicati, per i quali sono richieste anche specifiche capabilities quali l'individuazione degli oggetti, l'inseguimento non siderale e la determinazione dell'orbita e il centraggio automatico in fenditura degli oggetti osservati. Per ottimizzare le prestazioni del TT1 nell'ambito di tutti i programmi di ricerca, si tende ad annullare la presenza dell'uomo durante le attività osservative, con conseguente maggiore flessibilità, riduzione dei tempi morti ed annullamento delle incertezze delle fasi osservative. Altri ovvi vantaggi riguardano la riduzione dei costi di gestione e la possibilità di supervisionare a distanza le attività in corso di svolgimento, operando non più in modo diretto o in controllo remoto ma nel più impegnativo dei casi, in qualità di supervisor della qualità di quei risultati che difficilmente possono essere valutati autonomamente dal sistema. Questo target è stato già raggiunto e sperimentato da molti anni con lo sviluppo dei tools Magellan che consentono lo svolgimento di programmi osservativi anche molto complessi in totale autonomia, come nel caso dei telescopi installati in Antartide. Nel caso del TT1, i tool Magellan saranno adeguati al più complesso HW del telescopio, in montatura altazimutale ed operante anche in modalità spettroscopia, il che implica una gestione molto più complessa che nel caso di telescopi equatoriali in modo imaging.


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